Il Riciclo: non un rifiuto, ma un’opportunità!

Ecologia e ambiente

Il sistema moda produce ogni anno tonnellate di scarti che finiscono in discarica e che potrebbero essere nuovamente inseriti nel ciclo produttivo. La Commissione europea sostiene che l’industria del riciclo debba avere un ruolo strategico per la riduzione dell’impiego di risorse naturali e per un significativo efficientamento energetico. Ecco oggi svilupparsi sempre più il nuovo concetto di economia circolare e l’impegno delle aziende che vedono il riciclo come un’importante opportunità sociale, ambientale ed economica.

L’Economia Circolare consente di perseguire un modello di sviluppo in grado di instaurare un nuovo tipo di relazione tra produzione e consumo, un vero cambiamento nell’integrazione tra politiche ambientali ed economiche, basato sul ciclo di vita dei prodotti e incentrato sul recupero di ogni singola e preziosa materia prima. Rappresenta un nuovo modello economico, positivo sul piano sociale, economico e ambientale, in grado di creare valore e di porre al centro la sostenibilità del sistema: i prodotti sono pensati per avere una nuova vita grazie alla riparazione, ricostruzione, possono essere trasformati in nuove cose o utilizzati come nuove risorse per altri prodotti, eliminando il concetto di prodotti di scarto.
Quando di parla di riciclo, si intende il processo di trasformazione finalizzato a reinserire i prodotti in un nuovo processo produttivo e quindi in un nuovo ciclo di vita. Si possono riciclare materiali:

 pre-consumo, originati cioè da scarti ed eccedenze di produzione o
 post-consumo, recuperati a fine vita.

Si parla invece di riuso quando si riutilizza un prodotto, allungandone il ciclo di vita, rivalorizzandolo in una nuova modalità di impiego e destinandolo a nuovi mercati e consumatori.
Per il settore tessile abbigliamento l’approccio all’economia circolare significa riuso e riciclo di fibre e materiali tessili. Gli aspetti industriali correlati richiedono innanzitutto un riconoscimento qualitativo e quantitativo delle diverse fibre costituenti un manufatto e una differenziazione tra fibra riciclata e fibra vergine; ma prevedono anche la corretta tracciabilità dei materiali lungo tutto il processo e i necessari controlli di validazione, pulizia, sanificazione e decontaminazione, specie nel caso di riuso.
Studi di letteratura mostrano come nel nostro paese, negli ultimi anni, la percentuale di rifiuti tessili riutilizzati e riciclati sia sensibilmente aumentata, ma ancora molto si può fare. Anziché essere dismesso, il tessile a fine vita potrebbe trasformarsi in prodotto riciclato da impiegarsi in molteplici comparti industriali, come quello dell’automotive, della nautica e dell’arredamento, oltre ad un massiccio impiego per ottenere pannelli isolanti, generando indubbi vantaggi ambientali e un cospicuo giro d’affari per le aziende coinvolte. Molti dati disponibili sulla raccolta dei rifiuti tessili coprono solo la raccolta differenziata urbana, costituita da due grandi flussi: gli abiti usati, avviati a selezione e quindi a riuso e riciclo (interno ed estero), e i tessili ingombranti (materassi, moquette, tappeti), che pur raccolti separatamente sono oggi avviati principalmente a smaltimento.
Uno studio effettuato recentemente dall’Università di Copenaghen ha messo in evidenza la possibile riduzione degli impatti ambientali ottenibili attraverso la raccolta differenziata di abiti usati: si è visto ad esempio che 1 kg di abiti usati raccolti porterebbe alla riduzione di 3,6 kg di CO2 emessa e di 6000 litri di acqua consumata.
Ma parlare di rifiuti vuol dire parlare anche di rifiuti industriali, oggi una risorsa da non sottovalutare. Centrocot, come capofila del Progetto Life M3P “ Material Match Making Platform for promoting the use of industrial waste in local networks”, si inserisce proprio in questo ambito. L’obiettivo del progetto sarà quello di sviluppare, nell’arco dei prossimi tre anni, attraverso concreti casi pilota un modello di intervento a favore delle aziende del territorio per valorizzare/trasformare gli scarti di lavorazione in risorse e materie prime secondarie, supportando le aziende nel loro continuo miglioramento, al fine di ridurre i rifiuti di lavorazione, sostituire le materie prime più critiche per l’ambiente e creare al contempo nuove opportunità economiche.

Per maggiori informazioni, gli interessati possono contattare:
 Ing. Roberto Vannucci
Responsabile Area Progetti
Tel. 0331 696778
Fax 0331 680056
e-mail: roberto.vannucci@centrocot.it

Dott.ssa Elisa Tumminello
R&S Laboratori
Tel. 0331 696719
Fax 0331 680056
e-mail: ricerca@centrocot.it

Autore: Chiara Besnati- Elisa Tumminello-Roberto Vannucci

Area R&S Laboratori – Area Progetti – Centrocot SpA

Consenso ai cookie con Real Cookie Banner