La simbiosi industriale in pratica grazie alla Piattaforma M3P

Ecologia e ambiente

Giugno, tempo di esami. Se ogni anno migliaia di studenti affrontano le prove di maturità che li porteranno poi a intraprendere un percorso per costruirsi il proprio futuro, anche per il progetto Life M3P è stato periodo di valutazioni. Il 21 giugno scorso, infatti, si è tenuta la terza visita di monitoraggio, incontro particolarmente importante visti i risultati finora raggiunti e in previsione degli sviluppi futuri riguardanti la Piattaforma www.materialmatch.eu, che offre alle aziende uno strumento operativo per individuare possibili aree di cooperazione per lo scambio di materiali.

Centrocot, come ente capofila, ha ospitato l’incontro con i rappresentanti dell’Agenzia EASME, titolare della gestione del programma europeo Life, e con un esperto di Close to Market della società di consulenza economica “Ernst & Young”.

 

La presenza di quest’ultimo è stata particolarmente significativa poiché il progetto Life M3P è stato considerato dall’agenzia europea fra i primi 5 progetti (su un totale di oltre 400 analizzati) con le maggiori possibilità di ingresso sul mercato e quindi di uno sviluppo futuro e indipendente dalla sovvenzione stessa.

 

Sicuramente la strada è ancora lunga, ma la piattaforma sta riscuotendo un elevato interesse tra le aziende delle aree convolte (Lombardia – Italia, Fiandre – Belgio, West Macedonia – Grecia e Asturie – Spagna), tanto che i numeri crescono costantemente con la diffusione dello strumento. Attualmente i dati presenti sono: 305 tipologie di rifiuti, 175 aziende registrate, 257 utenti registrati, con una percentuale di crescita del 63% negli ultimi sei mesi, oltre ad una specifica area con più di 2000 offerte tecnologiche da tutta Europa grazie al collegamento con la rete EEN Enterprise Europe Network.

 

La piattaforma è accessibile gratuitamente, previa registrazione, e attraverso un’interfaccia personalizzabile, permette di trovare una corrispondenza tra scarti, tecnologie, proposte di progetto e opportunità di collaborazione, garantendo al contempo la confidenzialità delle informazioni delle aziende.

 

Dai dati inseriti, sono stati individuati alcuni casi pilota di matching con analisi e caratterizzazione tecnica di come realizzare industrialmente il recupero degli scarti come materia prima seconda in un altro processo industriale.

 

Solo per fare alcuni esempi, attraverso la piattaforma è stato possibile recuperare scarti di poliammide 6.6 per essere nuovamente estrusa in filamento continuo. Scarti da produzione di componenti per automotive (basati su elastomeri termoplastici – TPE) sono stati invece riutilizzati per la produzione di pavimentazioni, mentre sfridi e polvere dalla concia del cuoio per realizzare supporti in aggregati a base cuoio. E ancora, riguardo ad altri settori indagati dai partner stranieri, si stanno usando fibre di canapa residue da produzione di medicinali per la fabbricazione di mattoni per edilizia (con proprietà di isolamento), mentre acque reflue dalla produzione di film adesivi e per decalcomanie risultano essere utili nella produzione di calcestruzzi.

 

Questi sono solo alcuni dei match emersi dalla piattaforma M3P, la quale intende rivolgersi alle aziende come un “one-stop shop” per offrire servizi di simbiosi industriale caratterizzati da cross-settorialità e da cross-territorialità (tecnologie e rifiuti tra materie prime secondarie di rilevanza europea). Lo strumento offre alle aziende l’opportunità di colmare la carenza di informazioni riguardo agli scarti industriali prodotti in un’area locale, attraverso un approccio sistematico orientato al ciclo di vita dei prodotti e alla filiera necessaria per realizzarli.

 

 

Per maggiori informazioni sul progetto Life M3P, rivolgersi ai seguenti contatti:

 

 

Autore: Daniela Nebuloni

Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale Centrocot

Consenso ai cookie con Real Cookie Banner