LCA e PEF: webinar di supporto alle aziende per conoscere e comprendere le due metologie

Ecologia e ambiente

Sezione Lino, in collaborazione con Centrocot, ha organizzato un seminario di approfondimento sulle metodologie LCA e PEF, per dare alle aziende una maggiore consapevolezza di cosa siano e come funzionino.

All’interno della fase di transizione nel processo di sviluppo e implementazione della metodologia Environmental Footprint (EF), la Commissione europea ha approvato, tra gli altri, il progetto di realizzazione di Product Environmental Footprint Category Rules (PEFCRs) per il settore Apparel & Footwear, coordinato da Sustanaible Apparel Coalition.

In questo momento, in cui il lavoro sulla definizione delle PEFCRs di categoria è in corso d’opera, le aziende, attraverso Sistema Moda Italia e su richiesta di Euratex, sono chiamate a dare il proprio riscontro, in particolare su vantaggi e problematiche, circa gli strumenti Life Cycle Assessment (LCA) e Product Environmental Footprint (PEF).

Il webinar si propone di fornire le conoscenze base delle metodologie LCA e PEF, e di spiegare l’importanza e i contenuti delle PEFCRs, con attenzione particolare al settore tessile dell’abbigliamento. In questo modo, il webinar intende dare gli strumenti utili alle aziende per poter dare il proprio contributo, attraverso i mezzi messi a disposizione da Euratex.

All’interno del seminario è, quindi, spiegato come si effettua uno studio LCA e come, gli aspetti relativi alla valutazione del ciclo di vita, vengano ripresi e integrati all’interno della metodologia PEF. Sono, inoltre, evidenziati i punti critici in modo da far comprendere al meglio dove sia necessario avere una qualità dei dati migliore e maggiore attenzione al fine di avere un risultato quanto più robusto e rappresentativo.

Ad arricchire il quadro, è inserita una parte dedicata agli schemi di certificazione che si basano sulla metodologia LCA o sulla metodologia PEF, in particolare l’Environmental Product Declaration (EPD) e il marchio Made Green in Italy. La prima è un’etichetta di categoria III che fa riferimento alla UNI EN ISO 14025:2010, mentre il secondo è un marchio italiano dottato dal Ministro dell’Ambiente che intende rafforzare l’immagine, il richiamo e l’impatto comunicativo che distingue le produzioni italiane (Made in Italy), associandovi aspetti di qualità ambientale (“green”). Nel primo caso, la metodologia di riferimento è l’LCA mentre nel secondo caso si tratta della PEF. Per entrambe le certificazioni è necessario siano sviluppate regole di categoria di prodotto, che integrano le linee-guida generali con delle specifiche a livello di prodotto.

E di regole di categoria si parla anche per la EF (Environmental Footprint) stessa, come già accennato. Difatti, del loro sviluppo tratta l’ultima parte del webinar. Promosse già dalla Raccomandazione 2013/179/UE (Uso di metodologie   comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni), la loro rilevanza all’interno dello schema EF si può riassumere in tre punti:

  • forniscono un benchmark di confronto;
  • individuano gli aspetti principali su cui concentrare lo studio per una specifica categoria di prodotto al fine di rendere gli studi più facili, veloci e meno costosi;
  • consentono confronti e asserzioni comparative: entrambe sono permesse solo se gli studi sulla PEF sono condotti in conformità con un PEFCR. Uno studio sulla PEF deve essere condotto in conformità con un PEFCR, se è disponibile un PEFCR per il prodotto in oggetto.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

michela.secchi@centrocot.it

Autore: Michela Secchi

Area Sviluppo Sostenibile