[:en]Eco-design of Sustainable Products[:it]Eco-design di Prodotti Sostenibili[:]
[:en] On March 30, the “European Strategy for Sustainable and Circular Textiles” was published, setting out the European Commission’s policy approach and ambitions for the textile and clothing sector. Several action measures and lines of action have been defined in the document (a brief introductory summary can be found in another article in this newsletter), all under the general umbrella of “A new model for Europe: key actions for sustainable and circular textiles”. The Commission will prioritize products with the highest potential and impact in terms of environmental sustainability. The Commission’s initial assessment shows that these should cover, for example, personal and household textiles, carpets and mattresses. The final list will be defined based on a consultation for the adoption of the first work program under the Ecodesign Regulation for Sustainable Products, to be launched by the end of 2022. For further information: [1] Globally, less than 1% fuels new textiles (source: Ellen Macarthur Foundation (2017) A New Textiles Economy: Redesigning fashion’s future) Author: Roberto Vannucci Multisectoral Research and Innovation Dept. Manager Il 30 marzo è stata pubblicata la “Strategia europea per i tessili sostenibili e circolari”, che definisce l’approccio politico e le ambizioni della Commissione Europea per il settore tessile e abbigliamento. Nel documento sono state definite diverse misure di azione e linee di intervento (una breve sintesi introduttiva è riportata in un altro articolo di questa newsletter), tutte sotto il cappello generale di “Un nuovo modello per l’Europa: azioni chiave per tessili sostenibili e circolari”. Una delle più importanti, anzi la prima in ordine di scrittura è quella relativa all’“Introduzione di requisiti obbligatori per la progettazione ecocompatibile” (Introducing mandatory Ecodesign requirements). Quali sono le indicazioni? Vediamole brevemente, anche se a volte si scontrano con la “Moda” del Fast Fashion. Allungare la vita dei prodotti tessili per ridurre in modo significativo l’impatto sul clima e sull’ambiente. Per raggiungere questo obiettivo, il design del prodotto ha un ruolo chiave. Aumentare la qualità dei prodotti per evitare che difetti come la ridotta solidità del colore, la bassa resistenza allo strappo o la qualità delle cerniere e delle cuciture inducano i consumatori a scartare i tessuti può essere di aiuto. Una maggiore durata fisica del prodotto può consentire l’utilizzo degli indumenti più a lungo. Questo potrebbe allo stesso tempo sostenere modelli di business circolari come il riutilizzo, il noleggio e la riparazione, i servizi di ritiro e la vendita al dettaglio di seconda mano, creando opportunità di risparmio sui costi per i cittadini. Altri aspetti progettuali che incidono sulle prestazioni ambientali dei tessuti includono la composizione del materiale, comprese le fibre utilizzate e la loro miscelazione, o la presenza di sostanze chimiche problematiche che ostacolano il riciclaggio dei rifiuti tessili[1]. Sebbene le tecnologie avanzate di cernita e riciclaggio debbano essere ulteriormente sviluppate, il miglioramento della progettazione del prodotto è il primo passo per affrontare le sfide tecniche. Ad esempio, le fibre sono spesso miste con altre, il che rende più difficile il riciclo a causa della scarsa disponibilità di tecnologie per separare i rifiuti tessili per fibra. Inoltre, ad esempio, l’elastan, una fibra sintetica di poliuretano molto utilizzata per elasticizzare i tessuti, può agire come contaminante in quasi tutte le tecnologie di riciclo delle fibre tessili, incidendo sulla fattibilità economica e sul costo ambientale del processo stesso. In generale, per tutti i processi di riciclo, la miscelazione di diversi tipi di fibre può influire negativamente sul trattamento degli scarti e rifiuti tessili e sulla qualità della produzione dei materiali riciclati. Questa misura prende anche in considerazione i regimi volontari sviluppati dalla Commissione, come i criteri dell’Ecolabel dell’Unione europea per i prodotti tessili e i criteri GPP (Green Public Procurement) per i prodotti e servizi tessili, che includono già requisiti relativi agli aspetti ambientali dei prodotti tessili (ad esempio: criteri dettagliati per prodotti di buona qualità e durevoli, restrizioni sulle sostanze chimiche pericolose, nonché requisiti per un approvvigionamento ambientalmente sostenibile di fibre tessili). La Commissione, grazie al Regolamento sulla Progettazione Ecocompatibile di Prodotti Sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), in via di discussione per approvazione, svilupperà requisiti di progettazione ecocompatibile specifici per prodotto per aumentare le prestazioni dei tessili in termini di durabilità, riutilizzabilità, riparabilità, riciclabilità da fibra a fibra e contenuto obbligatorio di fibre riciclate, per ridurre al minimo e tracciare la presenza di sostanze pericolose e per ridurre gli impatti negativi sul clima e sull’ambiente. La Commissione darà la priorità ai prodotti con il potenziale e l’impatto più elevati in termini di sostenibilità ambientale. La valutazione iniziale della Commissione mostra che tali misure dovrebbero riguardare, ad esempio, tessuti per uso personale e per la casa, tappeti e materassi. L’elenco definitivo sarà definito sulla base di una consultazione per l’adozione del primo programma di lavoro nell’ambito del Regolamento sulla Progettazione Ecocompatibile di Prodotti Sostenibili, da lanciare entro la fine del 2022. Per maggiori informazioni e per consultare l’intero documento: EU strategy for sustainable and circular textiles (https://ec.europa.eu/environment/publications/textiles-strategy_en). Centrocot, in qualità di laboratorio prove è in grado di fornire supporto in merito alla misura della “durabilità” dei prodotti e presenza o meno di sostanze chimiche nocive, misura degli impatti ambientali ecc. per fornire dati idonei ad una efficace eco-progettazione. Per ulteriori informazioni: [1] A livello globale, meno dell’1% alimenta nuovi tessuti (fonte: Ellen Macarthur Foundation (2017) A New Textiles Economy: Redesigning fashion’s future) Autore: Roberto Vannucci Responsabile Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale The European Strategy for Sustainable and Circular Textiles, published on March 30, 2022, introduces a number of measures and policy lines from the European Commission. One of these concerns the introduction of eco-sustainability pronouns in the design of textile products.

One of the most important, indeed the first in order of writing, is that relating to the “Introducing mandatory Ecodesign requirements”.
What are the indications? Let’s look at them briefly, even if they sometimes clash with the “Fashion” of Fast Fashion.
Extend the life of textile products to significantly reduce their impact on the climate and the environment. To achieve this goal, product design plays a key role.
Increasing product quality to prevent defects such as reduced color fastness, low tear strength, or quality of zippers and seams from causing consumers to discard fabrics can help.
Increased physical durability of the product may allow garments to be used longer. This could at the same time support circular business models such as reuse, rental and repair, take-back services, and second-hand retail, creating cost-saving opportunities for citizens.
Other design issues that affect the environmental performance of textiles include the composition of the material, including the fibers used and their blending, or the presence of problematic chemicals that hinder the recycling of textile waste [1].
Although advanced sorting and recycling technologies need to be further developed, improving product design is the first step in addressing technical challenges. For example, fibers are often mixed with others, which makes recycling more difficult due to the limited availability of technologies to separate textile waste by fiber. In addition, for example, elastane, a synthetic polyurethane fiber widely used to stretch fabrics, can act as a contaminant in nearly all textile fiber recycling technologies, affecting the economic feasibility and environmental cost of the process itself. In general, for all recycling processes, the mixing of different types of fibers can adversely affect the treatment of textile waste and scrap and the quality of production of recycled materials.
This measure also takes into account voluntary schemes developed by the Commission, such as the EU Ecolabel criteria for textile products and the Green Public Procurement (GPP) criteria for textile products and services, which already include requirements related to environmental aspects of textile products (e.g. detailed criteria for good quality and durable products, restrictions on hazardous chemicals, as well as requirements for environmentally sustainable sourcing of textile fibres).
For more information and to consult the entire document: EU strategy for sustainable and circular textiles (https://ec.europa.eu/environment/publications/textiles-strategy_en).
Centrocot, as a test laboratory is able to provide support on the measurement of “durability” of products and the presence or absence of harmful chemicals, measurement of environmental impacts, etc.. to provide data suitable for an effective eco-design.
– Ing. Roberto Vannucci, Head of Multisectoral Research and Innovation, roberto.vannucci@centrocot.it
– Dr. Paolo Ghezzo, Multisector Research and Innovation, paolo.ghezzo@centrocot.it La Strategia europea per i tessili sostenibili e circolari, pubblicata il 30 marzo 2022, introduce una serie di misure e linee programmatiche della Commissione Europea. Una di queste riguarda l’introduzione di principi di eco-sostenibilità nella progettazione dei prodotti tessili.

