Focus Giappone – Apertura mercato comune europeo con il Giappone

Internazionalizzazione

L’Europa e il Giappone il 17 luglio 2018 firmano a Tokyo l’accordo di libero scambio, il maggiore mai negoziato tra le due aree economiche. A firmare, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il premier giapponese Shinzo Abe.

Dopo la firma, il testo dell’accordo sarà votato dal Parlamento europeo e dall’organo legislativo giapponese, prima dell’entrata in vigore prevista nel 2019. A quel punto, l’accordo creerà la maggiore zona economica di libero scambio a livello globale. Secondo quanto scritto sul sito della Commissione europea, ci si aspetta che l’intesa garantisca un aumento delle esportazioni europee di beni e servizi fino al 13%.
Nella comunicazione ufficiale di Bruxelles si ricorda che l’accordo, che riguarda 600 milioni di persone, ha effetto su un export europeo che già vale 58 miliardi in termini di beni e altri 28 miliardi per i servizi. Il cosiddetto accordo Jefta (Japan-Ue free trade agreeement) chiude le trattative avviate nel 2013 e copre un’area di libero scambio che riguarda quasi un terzo del Pil mondiale. “Una volta attuato completamente l’accordo, il Giappone avrà soppresso i dazi doganali sul 97% dei beni importati dall’Ue (in termini di linee tariffarie)”, per una stima di 1 miliardo l’anno di risparmi.
L’accordo che riguarda il settore alimentare, ma non solo, prevede l’eliminazione completa delle tariffe, per prodotti come sostanze chimiche, materie plastiche, cosmetici e tessile. I dazi sulle calzature saranno ridotti dal 30% al 21% all’entrata in vigore, per poi essere soppressi completamente nel corso dei 10 anni successivi. I dazi sulle esportazioni Ue di prodotti in cuoio, come le borse, saranno eliminati nell’arco di 10 anni.
I primi segnali di questa volontà di apertura da parte del mercato giapponese, nello specifico per i prodotti tessili, erano stati rigistrati con l’allineamento degli Standard giapponesi a quelli europei. In sintesi si riassume quanto è avvenuto nel corso degli anni:

Etichetta di manutenzione.
Il 1° dicembre 2016 è entrato in vigore il nuovo Standard per l’etichettatura di manutenzione dei prodotti tessili JIS L0001-2014 “Textiles – Care Labelling Code Using Symbols”, che ha sostituito il precedente L0217-1995. Lo Standard JIS L0001-2014 ha portato i simboli di manutenzione da 22 a 41. Lo Standard JIS L0001-2014 è stato allineato allo Standard Internazionale (ISO) 3758:2012 “Textile – Care Labelling Code Using Symbols”, utilizzato anche in Europa. Graficamente è molto differente dalla precedente revisione e comprende i 5 simboli ISO di manutenzione tessile di base, nell’ordine: lavaggio, candeggio, asciugatura, stiratura e lavaggio professionale (a secco/umido) e anche una serie di simboli aggiuntivi (ad esempio l’asciugatura naturale). Le istruzioni per la manutenzione devono essere fornite soprattutto con l’uso dei simboli, le parole possono essere utilizzate per integrare i simboli nei casi in cui siano necessarie. Questo cambiamento semplifica il lavoro delle aziende che possono utilizzare una unica striscia di simboli valida per EU e Giappone.

Standard Sicurezza per corde e lacci nell’abbigliamento per bambini, JIS L 4129
Al fine di ridurre il pericolo di possibili incidenti per intrappolamento e/o strangolamento dovuti alla presenza di corde e lacci nell’abbigliamento per bambini, il 21 dicembre 2015 il “Japanese Industrial Standards Committee” (JISC), ha promulgato un nuovo standard di sicurezza il JIS L 4129 (il primo in Giappone per bambini) per garantire che i vestiti dei bambini immessi sul mercato giapponese siano sicuri. Lo standard di sicurezza stabilisce i requisiti di sicurezza per i cordoncini e lacci su diverse parti del corpo di abbigliamento per bambini per 2 diverse fasce di età; bambini di 0-7 anni e bambini dai 7 ai 13 anni di età. I requisiti generali sono simili a quelli indicati nella norma di sicurezza europea EN 14682. Oltre ai requisiti generali, lo standard comprende una parte dedicata alla “valutazione del rischio”, al fine di ridurre al minimo il pericolo già nella fase di progettazione dei capi. Lo standard riporta anche l’elenco dei prodotti non sottoposti a regolamentazione.

Restrizione delle Ammine Aromatiche
Il 1 ° aprile 2016 Il Ministero Giapponese della Salute, del Lavoro e del Welfare (MHLW) ha ufficialmente rilasciato la modifica della “Act on Control of Household Products Containing Harmful Substances”, dove i composti azoici (nei coloranti) sono indicati come sostanze pericolose. Ventiquattro specifiche “ammine aromatiche”, sono ora regolamentate e non possono essere utilizzate nei prodotti tessili in quantità superiore al limite previsto. I “prodotti per la casa che contengono i composti azoici”, che sono soggetti al regolamento comprendono:

  • I prodotti tessili con coloranti azoici: pannolini, copri pannolini, biancheria intima, pigiami, guanti, calze, abbigliamento intermedio, indumenti esterni, berretti, cappelli, coperte, rivestimenti per pavimenti, tovaglie, ornamenti colletto, fazzoletti, asciugamani, tappeti da bagno e prodotti affini;
  • pelle e / o prodotti di pellicceria con coloranti azoici: indumenti intimi, guanti, indumenti intermedi, indumenti esterni, berretti, cappelli e rivestimenti per pavimenti.

La nuova ordinanza limita i composti azoici (coloranti) che possono scomporsi e liberare una qualsiasi delle 24 ammine aromatiche tossiche. Il limite di soglia per queste 24 ammine è di 30 mg / kg, rilevati utilizzando un Gascromatografo con rilevatore di spettrometria.
Lo Standard è parte della “Household Products Quality Labelling Law”.

Centrocot, grazie alla competenza dei propri tecnici ed alla strumentazione all’avanguardia, è in grado di offrire assistenza tecnica e formazione per la conoscenza dei suddetti standard, oltre all’esecuzione dei test necessari per la verifica della conformità agli standard cogenti per il mercato Giapponese.

Per ulteriori approfondimenti: risvolgersi a:


Autore: Barbara Albertini

Area tecnica internazionale – Centrocot SpA