Inquinamento da “microfibre”, un problema estremamente attuale

Materiali e prodotti

Il rilascio di microplastiche nei processi di manutenzione domestica di prodotti tessili: valutazione qualitativa e quantitativa di microfibre nelle acque di lavaggio di tessuti, capi di abbigliamento e prodotti per l’arredamento.

Le microplastiche sono piccole particelle di materiale plastico con dimensioni inferiori a 5 mm, ma che possono raggiungere dimensioni anche molto minori di tale valore.

Nel panorama internazionale questi elementi stanno acquisendo sempre maggior importanza in quanto si riscontra una loro presenza rilevante in molti scenari: non solo negli ambienti marini e acquatici, ma anche negli organismi viventi, nel loro apparato digerente e nei loro tessuti, e in alcuni alimenti umani (pesce, sale marino, birra, ecc.). La loro presenza si fa sempre più ubiquitaria e numerosi studi di ricerca e approfondimento sono attualmente in corso in tutto il mondo. Il loro effetto inquinante è sotto attenta indagine, in quanto queste microplastiche non si degradano, si accumulano in grandi quantità e persistono per lunghi periodi di tempo creando effetti indesiderati o nocivi sugli ecosistemi e sulla salute umana.

Per questo motivo il monitoraggio e la quantificazione di questi materiali è un aspetto fondamentale per la tutela dell’ambiente, delle acque e della salute.

In questo ambito Centrocot si sta impegnando nella messa a punto di sistemi di misurazione della quantità di microplastiche nel campo tessile e abbigliamento. L’industria tessile è una delle principali fonti di rilascio di microplastiche nell’ambiente: oggigiorno molti dei tessuti infatti sono costituiti da fibre sintetiche che rilasciano materiale, sia in fase di produzione e confezionamento che durante i normali processi di manutenzione dei capi (principalmente lavaggio e asciugatura). Queste fibre sintetiche ricadono quindi nella categoria delle microfibre che vengono rilasciate nell’ambiente (nell’aria o nelle acque) e che contribuiscono all’inquinamento da microplastiche.

Lo studio del rilascio di microfibre tra differenti tessuti può concentrarsi sullo studio comparativo utilizzando processi in scala di laboratorio. Questi processi simulano le condizioni di utilizzo e manutenzione dei prodotti tessili in esame su piccola scala, facilitando le operazioni di campionamento e misura delle fibre raccolte.

Più ardua è la quantificazione del rilascio di questi materiali nelle reali condizioni di utilizzo e manutenzione, principalmente durante il processo di lavaggio in lavatrice e asciugatura in asciugatrice. Il campionamento e la quantificazione delle microfibre nelle acque di scarico presenta numerose criticità, tra cui non ultimi i volumi di acqua da analizzare e i tempi di analisi. La quantificazione delle particelle può seguire principalmente due strade: valutazione gravimetrica (in peso) del materiale raccolto e analisi microscopica di campioni delle acque reflue. La prima fornisce un’indicazione del quantitativo totale delle fibre rilasciate dal campione durante uno o più cicli di lavaggio, senza alcuna indicazione sulla tipologia e la natura delle fibre raccolte. L’analisi microscopica viceversa permette una stima (proporzionale) del quantitativo totale ma consente un’analisi approfondita sulla natura delle fibre (tipologia, dimensioni, composizione, % di prevalenza per tessuti misti).

Grazie alle capacità dei propri laboratori, Centrocot è in grado di realizzare le suddette prove per supportare i propri clienti nello studio e la classificazione dei tessuti e dei prodotti finali, in accordo con le specifiche necessità.

 

Per maggiori informazioni inerenti all’argomento, sia da un punto di vista ambientale che di test, contattare i seguenti recapiti:

 

  • Roberto Vannucci

Responsabile Ricerca e Innovazione Multisettoriale

tel. 0331 696778

e-mail: roberto.vannucci@centrocot.it

  • Elena Conti

Ricerca e Innovazione Multisettoriale

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Autore: Elena Conti

Ricerca e Innovazione Multisettoriale – Centrocot SpA