Microfibre ed un patto per ridurle

Materiali e prodotti

La quantità di microfibre nell’ambiente è in continua crescita e ne sono state trovate tracce anche in località estreme come le pendici del monte Everest e fra i ghiacci dell’Antartide. Il mitigamento di questo inquinante è possibile solo con un intervento dei singoli individui e l’accordo fra i player industriali.

Secondo studi recenti si immettono circa 2 milioni di tonnellate di microfibre negli oceani di tutto il mondo. Esse provengono da diverse fonti come la frammentazione delle reti da pesca e scarichi illeciti, ma anche dagli scarichi dei lavaggi domestici. Un’indagine svoltasi in tutti i principali mari ed oceani del mondo ha dimostrato che circa il 79,5% delle microfibre è di origine cellulosica, principalmente cotone, e il 12,5% di origine animale, principalmente lana.

Quali danni provoca e provocherà questo particolare tipo di inquinante non è ancora del tutto chiaro. Quello che si sa per certo è che queste fibre possono accumularsi nei microorganismi che formano il plankton e quindi risalire l’intera catena alimentare fino ad arrivare all’essere umano.

Ma cosa possiamo fare per ridurre questo tipo di inquinamento? Secondo la Northumbria University di Newcastle, modificare le proprie abitudini di lavaggio domestico, andando a diminuire la temperatura, durata e potenza del ciclo di lavaggio, potrebbe ridurre del 30% il rilascio di microfibre.

Questo cambiamento a livello personale deve essere associato anche ad un intervento da parte delle industrie manifatturiere. Per indagare come risolvere a livello produttivo questa problematica è stato istituito “The Microfibre Consortium”. Ad oggi vi hanno aderito circa 70 grandi aziende, le quali si sono impegnate a conseguire ambiziosi obiettivi entro il 2030 raccolti in una Roadmap dettagliata:

  • Raggiungere almeno 250 sottoscriventi al consorzio;
  • Istituire un “Microfibre Knowledge Hub” che sia il riferimento sullo studio della problematica;
  • Finanziare ricerche per comprendere i meccanismi di frammentazione;
  • L’80% dei firmatari adotterà le strategie individuate per ridurre la frammentazione.

Questo è un esempio di come poter affrontare le problematiche ambientali: vi è bisogno di un intervento sia da parte del singolo cittadino, che si informa e si impegna nel mitigare il proprio impatto, sia da parte delle industrie manifatturiere con la condivisione di conoscenze e risorse.

Centrocot esegue i test per la determinazione delle fibre rilasciate dai prodotti tessili con metodi di prova in linea con i Progetti di Norme attualmente discussi in Gruppi di lavoro ISO.

Per maggiori informazioni:

Per i test di Laboratorio

Simona Bella – Laboratorio Ecologico

simona.bellan@centrocot.it

Per approfondimenti sui contenuti dell’articolo

Francesco Dellino – Area Ricerca ed Innovazione Multisettoriale
francesco.dellino@centrocot.it

Autore: Francesco Dellino

Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale Centrocot