Nuove strade per il tessile sostenibile: biodegradabilità e compostabilità.

Materiali e prodotti

Alla costante ricerca di nuove soluzioni per soddisfare il crescente bisogno di sostenibilità ambientale, il settore tessile sta oggi seguendo approcci declinati da altri settori, primo fra tutti quello degli imballaggi. Infatti, a fianco dei materiali tessili riciclabili, sta emergendo una nuova classe di prodotti: quelli biodegradabili e compostabili. Il passaggio da tessili creati per essere riutilizzati o riciclati a tessili destinati a degradarsi senza impatti sull’ambiente quando giunti a fine vita rappresenta al contempo un significativo cambio di rotta e una sfida tecnologica e sociale.

Quando si parla di sostenibilità ambientale delle produzioni tessili, si menziona spesso la riduzione dei consumi idrici, la riduzione dei consumi energetici, un minor utilizzo di prodotti chimici e altro ancora. È inoltre ormai cosa comune parlare di riciclabilità, intesa sia come la possibilità di trovare nuovi utilizzi per prodotti a fine vita che come la progettazione dei prodotti tessili con la precisa intenzione di riciclarli quando verranno dismessi. Ora però sta prendendo sempre più piede un nuovo approccio alla sostenibilità dei tessili: quello basato sulla biodegradabilità e la compostabilità. Realizzare prodotti che, giunti a fine vita, possono essere immessi nel comparto ambientale e decomporsi completamente senza impatti negativi potrebbe rivelarsi una soluzione promettente che non sostituisce la strategia del riciclo, ma l’affianca e la completa.

Gli aspetti di biodegradabilità e compostabilità sono ormai noti e largamente sfruttati in specifici settori merceologici, come ad esempio quello degli imballaggi, dove è evidente l’utilità di avere materiali di largo consumo che non hanno impatto sull’ambiente quando vengono dismessi. D’altro canto, l’associazione tra biodegradabilità/compostabilità e materiale tessile è oggi purtroppo ancora limitata e di interesse quasi esclusivamente a livello di filiera produttiva, mentre l’utente finale ne è poco consapevole. Tale difficoltà di diffusione di questi approcci nel settore tessile è forse dovuta anche alla scarsa chiarezza dei suoi aspetti puramente tecnici. Spesso, infatti, si ritiene che biodegradabilità e compostabilità siano sinonimi, quando in realtà indicano proprietà significativamente diverse. La biodegradabilità definisce la capacità di un materiale di decomporsi in materia organica (compost), acqua e anidride carbonica (o metano) quando immerso in uno specifico comparto ambientale e in assenza di intervento da parte dell’uomo. La compostabilità invece tiene in considerazione la biodegradabilità stessa ma anche altre proprietà quali la disintegrabilità, l’assenza di rilascio di sostanza dannose per l’ambiente durante il processo e la qualità del compost risultante dai fenomeni di biodegradazione. Quindi, la compostabilità risulta essere una caratteristica più completa e con un significato finale dal valore maggiore rispetto a quanto non sia la biodegradabilità da sola. Il valore aggiunto associato alla compostabilità spiega come oggi si trovino molti più materiali composatabili rispetto a quelli semplicemente biodegradabili. Questa predilezione si ritrova anche per i materiali tessili: un capo d’abbigliamento o in generale un tessuto che può essere, essendo compostabile, conferito nella frazione umida (o organica) dei rifiuti domestici, risulta senza dubbio appetibile in termine di sostenibilità ambientale. Questo anche per l’utente finale che, in ultima analisi, potrebbe ritrovarsi a coltivare il proprio orto o giardino sfruttando il terriccio (compost) prodotto da lui stesso a partire dai suoi abiti dismessi. Purtroppo, ottenere un risultato del genere potrebbe non essere così facile in un settore come quello tessile, dove l’utilizzo di fibre sintetiche e il largo impiego di prodotti chimici (che devono, per ragioni funzionali, permanere sul tessuto) di certo non facilita la biodegradabilità e la compostabilità dei materiali. Fortunatamente oggi sta prendendo piede l’utilizzo di nuovi polimeri con buone capacità di biodegradare (si pensi al PLA, acido polilattico), associati a prodotti chimici (sia tinture che finissaggi) a basso impatto quando immessi nel comparto ambientale a fine vita. Queste scelte possono rappresentare un buon punto di partenza per l’ottenimento di prodotti tessili che possono fregiarsi dell’etichetta di biodegradabilità e composatabilità. Non bisogna però dimenticare che gli ostacoli non sono solo tecnologici ma anche sociali e di mercato: la cultura del tessile duraturo è ben radicata nell’utente finale sia per mentalità che per necessità di rispondenza a requisiti (solidità dei colori, durata delle funzionalità, integrità del materiale nel tempo, ecc.).

Ovviamente, come per tutte le proprietà di un materiale che vogliono diventare un valore aggiunto a livello di mercato, si rende necessaria una valutazione analitica e, in questo caso, vengono in aiuto le normative nate e sviluppate per il settore degli imballaggi plastici. Ad oggi, infatti, non esistono norme specifiche per la biodegradabilità e la compostabilità dei materiali tessili e bisogna quindi appoggiarsi ad altri settori produttivi. Al momento, chi vuole testare queste proprietà per i prodotti tessili segue i dettami della norma UNI EN 13432. Imballaggi. Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione. Schema di prova e criteri di valutazione per l’accettazione finale degli imballaggi. Il documento riporta i requisiti che un materiale deve rispettare per poter essere definito compostabile e i metodi di prova da utilizzare per la verifica analitica.

Processo oneroso sia in termini di tempo che di costo, la verifica della biodegradabilità e compostabiltà di un materiale tessile è però tappa obbligata per chi vuole effettivamente realizzare e valorizzare un prodotto sostenibile seguendo un approccio basato non più sul riutilizzo ma sulla dismissione completa e senza impatti sull’ambiente. Consapevole dell’importanza di sostenere il settore tessile anche in questo campo relativamente nuovo e poco noto, Centrocot sta implementando servizi che accompagnano i clienti nel percorso per la verifica delle caratteristiche di biodegradabilità e compostabilità dei loro prodotti.

 

 

Per maggiori informazioni gli interessati  possono contattare il seguente recapito:

  • Omar Maschi, PhD

Ricerca e Innovazione Multisettoriale

e-mail: omar.maschi@centrocot.it

Autore: Omar Maschi

Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale

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