Se lo ricicli, lo stampi! Il tessile a fine vita come materiale per la stampa 3D.

Materiali e prodotti

Il riciclo virtuoso dei materiali tessili a fine vita rappresenta nel migliore dei casi una sfida, nel peggiore un vero e proprio problema. Oltre alle criticità di tipo logistico, normativo e tecnologico, spesso non è chiaro in cosa un prodotto tessile possa essere trasformato per valorizzare il materiale seguendo un percorso di up-cycling. In questo contesto, un aiuto può arrivare della tecnologia della manifattura additiva, in particolare dalla stampa 3D per deposizione di filamento fuso, dove un materiale tessile sintetico può diventare il materiale di base da utilizzare.

Il ruolo fondamentale giocato dal riciclo nella partita dell’economia circolare è ormai noto e assodato. La possibilità di prendere un materiale o un prodotto giunto alla fine della sua (prima) vita e trasformarlo in qualcosa di nuovamente utilizzabile rappresenta un percorso virtuoso verso la creazione di sistemi manifatturieri ambientalmente più sostenibili, in quanto si riduce la produzione di rifiuti e il consumo di risorse naturali. Il riciclo è ormai pratica consolidata per materiali come vetro, plastica, metallo e carta ma negli ultimi anni anche il tessile è oggetto di interesse per i processi di riciclo, anche a seguito di forti pressioni sociali e legislative in tal senso. Il riciclo dei tessili può però rappresentare una sfida nient’affatto facile a causa di lacune tecnologiche, normative ma anche prettamente sociali. Molti passi avanti sono stati fatti sulla strada verso un riciclo tessile virtuoso ma volendo trovare un punto ancora piuttosto debole, lo si può ritrovare nella valorizzazione dei materiali e dei prodotti che dal riciclo tessile vengono originati e quindi nella implementazione di un vero e proprio up-cycling.

Per i tessili sintetici (es. poliestere, poliammide, polipropilene) è però possibile pensare ad una via relativamente nuova per la valorizzazione del loro riciclo. Essendo termoplastici, questi materiali possono essere sottoposti ad un processo termico che li riporta ad uno stato fuso o semi-fuso al quale può seguire un nuovo processo di estrusione, similarmente a quanto è già pratica consolidata per le materie plastiche. Questo nuovo processo di estrusione può essere realizzato in modo da produrre un filamento continuo adatto all’utilizzo nei processi di manifattura additiva (additive manufacturing, AM) basati sulla deposizione di filamento fuso (tecnologia FDM, Fused Deposition Modelling). Questa tecnologia permette di realizzare, mediante un processo additivo di deposizione di uno strato sopra l’altro di materiale plastico fuso, oggetti della più svariata forma e dimensione. Se normalmente i polimeri per la creazione dei filamenti che rappresentano la materia prima dei processi FDM sono vergini, ultimamente diversi produttori stanno indagando l’utilizzo di materiali riciclati. Il tessile sintetico a fine vita potrebbe quindi rappresentare un potenziale flusso di materiale adatto alla produzione di filamenti per stampa 3D, di fatto aprendo ad un percorso virtuoso di circolarità materica, trasformando un rifiuto tessile in un oggetto funzionale. Ovviamente, il tessile presenta delle criticità intrinseche, come una composizione chimica spesso mista e la presenza di finissaggi e tinture e altri trattamenti chimici, elementi che possono influenzare non solo il processo di trasformazione in filamento per stampa 3D ma anche le caratteristiche degli oggetti che mediante la stampa vengono realizzati. Da qui la necessità di indagare e sperimentare tale possibile via di riciclo attraverso attività di ricerca e sviluppo e prototipazione in scala laboratorio o pilota.

Proprio partendo da tali osservazioni, Centrocot ha ampliato le sue dotazioni strumentali e le sue competenze tecnico-scientifiche allo scopo di poter sperimentare direttamente nei suoi laboratori la possibilità di riciclare materiali tessili trasformandoli in filamenti per stampa 3D e di seguito utilizzando proprio questi filamenti per realizzare prodotti mediante la tecnologia FDM. Queste attività di ricerca e sperimentazione industriale potranno in ultima analisi confermare e validare l’efficacia di questo percorso virtuoso per il recupero, il riciclo e la valorizzazione dei tessili a fine vita.

 

Per maggiori informazioni:

  • Omar Maschi, PhD

Ricerca e Innovazione Multisettoriale

e-mail: omar.maschi@centrocot.it

Autore: Omar Maschi

Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale

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