Caratteristiche di un tessuto salvavita

Sicurezza e protezione

I materiali tessili, oltre all’abbigliamento, sono utilizzati anche come materiali tecnici in tutti settori industriali, come ad esempio per realizzare airbag nel settore dell’automobile.

È passato un anno dall’inizio di Digiprime, Progetto Horizon 2020 volto allo sviluppo di una piattaforma digitale che supporterà le aziende dell’indotto dell’automobile al passaggio verso l’Economia Circolare. In questi mesi si sono svolti numerosi studi sullo stato dell’arte del tessile nell’automobilee in particolare sull’airbag e del suo tessuto “salvavita” un caso di incidente

L’airbag è un dispositivo complesso, il suo funzionamento salvavita si basa sulla generazione di una esplosione controllata in grado di gonfiare un cuscino di sicurezza in pochissimi istanti al momento dell’impatto. Come si può intuire i parametri da tenere in considerazione sono tanti, ma ci sono anche proprietà non così ovvie.

Quando pensiamo ad un airbag abbiamo tutti in mente le immagini di cuscini gonfi d’aria all’interno degli abitacoli delle automobili. “Per fortuna”, il tessuto passa la maggior parte del tempo ripiegato all’interno della camera di contenimento posta all’interno del volante e nel cruscotto del lato passeggero. Il cuscino può passare anche più di 15 anni in questo stato di quiete, per questo motivo deve avere ottime caratteristiche di invecchiamento, ovvero non deve modificare le sue proprietà nel tempo, anche in condizioni di caldo e/o freddo estremo. Inoltre, il tessuto deve avere una grande capacità di impacchettamento, andando ad occupare il minimo spazio possibile.

Quando i sensori avvertono una decelerazione elevata al momento dello scontro, fanno un partire un segnale che fa detonare l’esplosivo e quindi gonfiare il cuscino. Tutto ciò avviene in 80 millisecondi circa, meno della media di un batter di palpebre. In questa fase il tessuto deve soddisfare diverse caratteristiche:

  • Una bassa permeabilità ai gas per potersi gonfiare in pochissimo tempo;
  • Una elevatissima resistenza alla tensione per evitare la rottura;
  • Una elevata resistenza allo scoppio;
  • Un buon modulo di allungamento per un dispiegamento ottimale del cuscino.

Un materiale che soddisfa tutte le precedenti caratteristiche è il Nylon 6,6. Da anni è il polimero più usato per questo scopo, venendo filato e tessuto in modi differenti. Per avere una copertura ottimale della superficie si utilizza spesso un multifilamento tessuto in una tela semplice molto stretta, ma anche con una armatura a saia o una più recente come la rip-stop. Una caratteristica peculiare del Nylon 6,6 è il suo tasso di ripresa dell’umidità del 4%, che può aiutare a prevenire bruciature delle vittime di incidente andando a raffreddare rapidamente eventuali polveri incandescenti derivante dalla detonazione.

Nell’ambito del progetto DigiPrime, la conoscenza dei materiali, della struttura e delle prestazioni dei prodotti tessili automobilistici è essenziale per promuovere il loro riutilizzo o riciclo tra i diversi settori. Centrocot all’interno del progetto rappresenta un soggetto di riferimento nel settore tessile ed responsabile di individuare e promuovere lo sviluppo di soluzioni digitali a supporto di una vera ed efficace economia circolare, nonché sviluppare casi pilota per il recupero, riciclo e riutilizzo dei materiali tessili al momento della demolizione di un veicolo.

Per maggiori informazioni

Dott. Omar Maschi Ph.D – Area Ricerca ed Innovazione Multisettoriale
omar.maschi@centrocot.it

Dott. Francesco Dellino – Area Ricerca ed Innovazione Multisettoriale
francesco.dellino@centrocot.it

Autore: Francesco Dellino
Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale

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