Novita’ nell’ambito della Protezione UV dei tessili

Sicurezza e protezione

Lo scorso settembre e' stata revisionata in modo sostanziale la norma AS/NZS 4399, ossia il metodo di prova piu' conosciuto per la determinazione dell'UV Protection Factor dei tessili; in aggiunta quest'anno 2018 ricorre il 20^ anniversario dell'Associazione Internazionale per il rilascio del marchio UV Standard 801, che certifica la Protezione dai raggi UV di tessuti e capi di abbigliamento.

Un importante cambiamento è avvenuto nell’ambito della determinazione del Fattore di Protezione solare (UPF) sui tessili; la norma più conosciuta ed utilizzata a riguardo, ossia la Australian/New Zealand Standard AS/NZS 4399, rimasta invariata dall’emissione del 1996, è stata completamente revisionata e lo scorso settembre è stata pubblicata la AS/NZS 4399 – Seconda Edizione 2017.
La variazione è sostanziale: la procedura strumentale per determinare il valore UPF di un tessuto rimane esattamente la stessa, tuttavia la nuova edizione della norma introduce dei requisiti specifici aggiuntivi per poter dichiarare il valore UPF di capo di abbigliamento. Precisamente la norma richiede la valutazione della “superficie corporea” coperta dall’indumento: i capi di abbigliamento che non coprono sufficienti aree del corpo esposte al sole non possono essere considerati protettivi dal sole, pertanto non se ne può dichiarare il valore di UPF, sebbene il tessuto con cui sono realizzati possa essere di per sé protettivo.
Le richieste specifiche per poter dichiarare un capo di abbigliamento protettivo ad un certo livello di UPF sono di seguito descritte.
Abbigliamento destinato alla parte superiore del corpo:
L’indumento deve coprire interamente le spalle ed estendersi fino alla linea delle anche; le maniche devono essere lunghe in modo da coprire almeno i tre quarti della distanza tra la spalla e il gomito.
Abbigliamento destinato alla parte inferiore del corpo:
L’indumento deve coprire le cosce, dalla linea delle anche fino a metà della distanza fra il cavallo e il ginocchio.
Anche il sistema di classificazione è stato modificato, con la riduzione dei livelli dichiarabili; sono stati mantenuti soltanto i livelli 15, 30, 50 e 50+, con le seguenti specificazioni:

  • UPF 15 = PROTEZIONE MINIMA
  • UPF 30 = PROTEZIONE BUONA
  • UPF 50, 50+ = PROTEZIONE ECCELLENTE

Sicuramente un cambiamento importante nell’ottica di offrire all’utilizzatore più chiarezza e sicurezza, che testimonia l’attenzione sempre crescente nell’approcciarsi alle radiazioni solari con cautela, utilizzando anche i tessili come protezione.
Una sensibilizzazione di cui si fa portavoce l'”International Testing-Association of Applied UV-Protection”, ossia l’Associazione internazionale degli Istituti di prova e ricerca tessile che rilasciano il marchio “UV Standard 801”, che proprio quest’anno celebra i 20 anni dalla sua fondazione. Si tratta di un marchio rilasciato secondo uno schema di certificazione sviluppato internamente all’Associazione, che certifica il fattore di protezione UV dei tessili tenendo conto, oltre che del fattore UPF del materiale tal quale, anche delle principali sollecitazioni a cui il tessile è sottoposto quotidianamente (tensionamenti, abrasioni, lavaggi, intemperie nel caso di prodotti per esterni..).
Al momento sono otto gli istituti europei membri dell’Associazione, che si sono via via associati nel corso di questi 20 anni, precisamente:

  • Hoenstein Institute (Germania)
  • Testex (Svizzera)
  • OETI (Austria)
  • CITEVE (Portogallo)
  • AITEX (Spagna)
  • Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento (Italia)
  • Danish Technological Institute (Danimarca)
  • IFTH (Francia).

I rappresentanti di tutti gli Istituti sono costantemente in contatto ed annualmente si riuniscono, in modo da approfondire tematiche tecniche e migliorare i metodi di prova. Naturalmente vengono esaminate le problematiche ed elaborate soluzioni comuni, in modo da uniformare i metodi di lavoro, ed offrire un servizio sicuro ed affidabile, sia al cliente che chiede la certificazione, sia al consumatore che acquista sul mercato un indumento certificato.

Per ulteriori informazioni potete contattare Centrocot, dr.ssa Patrizia Carra – patrizia.carra@centrocot.it


Autore: Patrizia Carra (*)

(*) Area Laboratori – Centrocot SpA

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