Sicurezza: panoramica delle regole previste da alcuni dei mercati internazionali

Sicurezza e protezione

Prendendo esempio dall’America, che da anni si impegna per garantire la sicurezza nei prodotti destinati ai bambini, i mercati internazionali si stanno adeguando alla necessità di regolamentare la produzione dei prodotti (giocattoli ma anche abbigliamento), al fine di meglio garantirne la sicurezza. Di seguito presentiamo una panoramica delle iniziative messe in atto.

EU: Rapporto Tecnico CEN/TR 16792:2014 recepito dall’UNI nell’aprile 2015.
Il documento, dal titolo “Sicurezza abbigliamento per bambini – Raccomandazione per la progettazione e la fabbricazione dell’abbigliamento per bambini – Sicurezza meccanica”, nasce dalla necessità di rispondere alle indicazioni della Direttiva sulla Sicurezza Generale dei Prodotti (2001/95/CE). Tale direttiva non solo impone che tutti i prodotti immessi sul mercato debbano essere sicuri, ma offre anche delle chiare linee guida su come dovrebbe essere valutata la sicurezza dei capi.
Le raccomandazioni sulla valutazione dei rischi contenute nel Rapporto Tecnico CEN/TR 16792 si riferiscono alla sicurezza meccanica del capi, fornendo un’utile guida per la selezione di tessuti, accessori ed eventuale materiale di imbottitura, fino alla valutazione dei filati di cucitura. A tale proposito, per esempio, si privilegiano i filati costituiti da fibre discontinue rispetto a quelli a bava continua, che più frequentemente possono provocare ischemie da intrappolamento.
Nelle appendici del Rapporto Tecnico vengono illustrati i metodi per la corretta applicazione – e valutazione delle forze necessarie alla loro rimozione – degli accessori e “piccole parti” come zip e bottoni, sia quelli afferrabili che quelli incollati sulla superficie del capo (non-grippable components). 
Diversi aspetti che riguardano la sicurezza dell’abbigliamento infantile non sono direttamente esplicitati nel Rapporto Tecnico, tuttavia essendo oggetto di normazione da parte di altri organi tecnici vanno presi in debita considerazione già in fase di progettazione dei capi. Fra questi, citiamo la sicurezza chimica, la protezione termica (contro il caldo o il freddo), il rischio da surriscaldamento e il rischio infiammabilità. Oltre che ai capi di abbigliamento e tutti gli accessori/ornamenti montati su di essi, la guida si applica anche a cuffie, cappelli, guanti, sciarpe, calze e altri articoli di abbigliamento destinati ai bambini da 0 a 14 anni.
Sono invece escluse le seguenti categorie:

  1. articoli per l’infanzia come i bavaglini, pannolini e ciucci;
  2. calzature come stivali, scarpe e pantofole;
  3. giocattoli e altri articoli venduti con l’abbigliamento.

Un punto importante, infine, riguarda i passi da seguire per una corretta valutazione del rischio, che sono: l’identificazione dei pericoli, la successiva individuazione dei rischi associati a ciascuno dei pericoli e la rimozione dei pericoli laddove possibile. Per i pericoli che non possono essere rimossi, il Regolamento dispone di intervenire per ridurre i rischi associati a un livello accettabile.

GIAPPONE: 
Il JISC – il comitato governativo che in Giappone si occupa, fra l’altro, delle attività di certificazione, accreditamento e standardizzazione – ha deciso di adeguarsi ai paesi già attivi per la sicurezza dei bambini, formulando un nuovo standard che è stato promulgato nella sua versione definitiva a dicembre 2015. 
Tale standard, denominato FDJIS L 4129, ricalca in buona parte la normativa europea EN 14682 “Cordoncini e lacci nell’abbigliamento per bambini”, definendo i requisiti minimi di sicurezza da rispettare nella produzione e vendita di capi d’abbigliamento dotati di cordoncini e lacci e destinati a bambini di età inferiore a 13 anni.
Oltre ai requisiti generali, lo standard comprende una parte dedicata alla “valutazione del rischio”, al fine di ridurre al minimo il pericolo che i bambini si possano impigliare accidentalmente a causa dei lacci presenti sui loro vestiti e cappucci.

CINA: 
Standard GB 31701-2015 sulla sicurezza dei prodotti tessili per bambini fino ai 14 anni d’età.
Lo standard, denominato “Safety Technical Code for Infants and Children Textile Products”, entrerà ufficialmente in vigore il 1° giugno 2016. 
Gli articoli prodotti prima di quella data e conformi ai requisiti attuali potranno essere venduti in Cina non oltre il 31 maggio 2018. Tale periodo di transizione offrirà ai brand presenti in Cina con propri prodotti il tempo di adeguarsi a una norma che rappresenta certamente una sfida, ma anche un’opportunità per crescere in qualità. Il nuovo standard nasce infatti per migliorare la sicurezza dell’abbigliamento per l’infanzia, ma anche per limitare la ricaduta dei processi produttivi sull’ambiente. Entrando nel dettaglio, la norma fissa i requisiti di qualità e le regole di controllo per i prodotti tessili per neonati fino a 36 mesi e/o 100 cm di altezza (Infant Textile Products) e bambini fino ai 14 anni e/o i 160 cm di altezza (Children Textile Products). I suoi contenuti non si applicano a giocattoli di peluche, prodotti artigianali in stoffa, arte del panno, prodotti per l’igiene usa e getta, ombrelli, valigie, borse e zaini, tappeti e abbigliamento sportivo professionale.
Lo standard GB 31701-2015 definisce inoltre le sostanze soggette a restrizioni – Piombo, Cadmio e Ftalati – e tutta una serie di requisiti come la solidità del colore allo sfregamento a umido, requisiti di infiammabilità, requisiti fisici e chimici per i materiali di riempimento. Si definiscono, infine, gli attributi di lacci e cordoncini e di accessori come bottoni e cerniere che non devono avere bordi taglienti, né punte potenzialmente pericolose.
La Chinese General Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine (AQSIQ) e la Standardization Administration of the People’s Republic of China (SAC) congiuntamente, il 9 giugno 2014, hanno pubblicato lo Standard obbligatorio per le calzature per bambini “GB 30585-2014 –Safety technical specifications for children’s footwear”. Lo standard specifica i termini e le definizioni tecniche di sicurezza, la classificazione del prodotto e i requisiti tecnici, delle calzature per bambini fino a 14 anni (numero di scarpe non più grande di 250 mm). Questo standard è applicabile alle calzature di vari materiali per il loro uso quotidiano ma non è applicabile alle scarpe di gomma che devono essere conformi agli standard nazionali obbligatori GB 25038-2010 e GB 25036-2010. Lo Standard specifica le proprietà fisiche e meccaniche (spigoli vivi o punte accessibili , altezza del tallone tecnico, rinforzi in acciaio , ecc), sostanze soggette a restrizioni (Cromo VI, Ammine Aromatiche derivate dai coloranti azoici, Formaldeide, contenuto totale di Metalli Pesanti, DMFu, N- Nitrosamina, Ftalati, ecc), odori e altri requisiti su footwear.
Tutto il contenuto tecnico è obbligatorio. La vendita e l’importazione nel mercato cinese di prodotti che non rispettino i requisiti dello Standard è vietata. Il GB 30585-2014 è entrato in vigore il 1º gennaio 2016. 

NUOVA ZELANDA: 
Il “Ministry of Business Innovation and Employment of New Zealand” ha recentemente comunicato alla Word Trade Organization (WTO) una proposta elaborata sull’aggiornamento delle norme di sicurezza esistenti, che affronta i problemi di infiammabilità e di sicurezza legati all’abbigliamento da notte per bambiniI “Product Safety Standards -Children’s Nightwear and Limited Daywear Having Reduced Fire Hazard- Regulations 2016” hanno lo scopo di assicurare che per tutti gli articoli di abbigliamento notturno dalla taglia 00 alla 14 progettati e prodotti (ma anche alcuni di abbigliamento intimo/diurno comunemente utilizzati anche come pigiameria ) , venga ridotto il pericolo di incendio e lesioni. I Regolamenti si basano sulla adozione dello standard congiunto Australia / Nuova Zelanda AS / NZS 1249: 2014 “Children’s nightwear and limited daywear having reduced fire hazard” e sostituiranno l’attuale “Regolamento 2008 “ che aveva adottato la versione precedente dell’ AS / NZS 1249. L’abbigliamento viene classificato in relazione alle caratteristiche di infiammabilità e definisce le opportune etichette di avvertimento.
Vengono definite quattro diverse categorie di appartenenza dei prodotti, basate sul modello, il tipo di tessuto e il risultati dei test di infiammabilità.

  • Categoria 1 – I capi realizzati con tessuti con proprietà di propagazione della fiamma bassa
  • Categoria 2 – Gli indumenti che sono progettati per ridurre il rischio di incendi
  • Categoria 3 – Prevalentemente a maglia all-in-one capi di taglia 00-2
  • Categoria 4 – Gli indumenti con maggiori rischi di infiammabilità non conformi alle categorie da 1 a 3

I capi dalla categoria 1 alla 3 devono avere una particolare etichetta cautelativa di colore bianco che include il simbolo della fiamma, mentre i capi in categoria 4 devono avere una etichetta di colore rosso “High Fire Danger”. I capi che non rientrano in nessuna delle 4 categorie non vengono considerati adatti e quindi non possono essere utilizzati come abbigliamento da notte.
Il rispetto di questi standard è obbligatorio sia per produttori, distributori e rivenditori e sono entrati in vigore da Marzo 2016.

Per infromazioni:


Autore: Barbara Albertini

Area Tecnica Internazionale – Centrocot S.p.A.

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