Tessile: il rilascio di frammenti di fibre e microplastiche

Sicurezza e protezione

Circa 2 milioni di tonnellate di frammenti di fibre e microplastiche vengono immesse negli oceani di tutto il mondo ogni anno. Esse provengono da diverse fonti come la frammentazione delle reti da pesca e scarichi illeciti. Purtroppo anche gli scarichi dei lavaggi domestici, fanno la loro parte. La loro chimica è molto varia: non solo le sintetiche popolano i nostri oceani, ma anche quelle cellulosiche e proteiche sono largamente presenti, come dimostrato da un recente studio che ha campionato le acque di mari ed oceani.

Per poter mitigare l’impatto ambientale negativo della tipologia di inquinanti del settore tessile è necessario monitorare il rilascio di frammenti di fibre e microplastiche da parte dei tessuti durante i lavaggi. Centrocot sta lavorando nel gruppo di lavoro dell’International Organization for Standardization (ISO) nel mettere a punto un metodo che quantifichi il rilascio della componente polimerica solida di un tessile in fase di manutenzione ordinaria.

Gli sforzi congiunti hanno portato alla creazione della norma ISO/DIS 4484 “Textiles and textile products — Microplastics from textile sources”, ancora in fase di approvazione. La norma si articola in tre parti per specificare al meglio l’indagine qualitativa e quantitativa della perdita di frammenti di polimero.
La norma specifica le fasi distinte del metodo che sono riassumibili in:

  • Preparazione dei campioni
  • Simulazione del processo di lavaggio
  • Filtrazione
  • Quantificazione dei frammenti di fibre e polimeri rilasciati dal tessile

Il risultato viene espresso come mg di frammenti di fibre o polimeri rilasciati, percentuale di fibre rilasciate e in alcuni casi in mg/kg.

Centrocot esegue questo tipo di indagine da più di due anni, su diverse matrici polimeriche (tessuti ortogonali, maglie, polimeri per stampa, spalmati, spugne, TNT…)

È in grado di svolgere la prova simulando tutti i tipi di lavaggio, come quello a mano e a secco.

Questa possibilità di eseguire lavaggi richiesti nel settore tessile, consente al cliente di scegliere il lavaggio migliore per il proprio prodotto in accordo alla ISO 3758 relativa all’etichettatura di manutenzione.

Di seguito si riporta un esempio:

Un operatore economico deve immettere sul mercato un giubbotto imbottito con della fibra in poliestere. Da prove di laboratorio (ISO 3758), tale capo può essere lavato sia a 30°C in lavatrice () sia mediante lavaggio a secco ().

 

 

Per informazioni sui test di laboratorio: Simona Bellan (simona.bellan@centrocot.it)

Autori:

Francesco Dellino, Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale
Simona Bellan, Laboratorio Ecologico