[:en]3D printing for the Circular Economy[:it]La Stampa 3D per l’Economia Circolare[:]

Tecnologia e controlli

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The European project SAMANTHA - Skills in Additive MANufacturing for the Toolmaking and HAbitat Sectors is coming to end. In synergy with other projects, it has allowed Centrocot to investigate the potential of 3D printing both in terms of technology and application areas.

During the multiplier event organized at the new Multi-Lab, Centrocot involved the participants by providing inputs and reflections on materials, technologies and areas thanks to testimonies from different points of view: academic, technical experts that support companies for new material solutions, and applied research.

 

From the university research we have received several examples in which the application of 3D printing is bringing innovations and benefits. Surely an interesting area is related to the additive manufacturing of smart fabrics for the medical field. In particular, in recent years, diagnostic smart textile solutions have been particularly successful, as they are able to provide continuous monitoring of biophysical, biochemical and environmental factors.

 

The additive manufacturing for textile is an exciting field that will continue to grow. It allows to develop new designs and functionalities that cannot be easily achieved conventionally, moreover like many new technologies, the development of textile 3D printing can stimulate a completely new generation of fibers, fabrics and their applications.

 

Also from the point of view of the used materials, experiments and opportunities for innovation are underway. For example, the academic world also points out recycled plastics and/or bio-based plastics as areas of investigation since most textile additive printing still uses fossil plastics. And so, one of the proposals of study and development that Centrocot would like to carry out is the use of thermoplastic textile waste as a potential raw material to produce filaments for 3D printing for the development of high quality objects (upcycling).

Through the collection, sorting and processing by extrusion of textile waste, a continuous filament can be make that can be printed into objects using commercially available 3D printers. In addition, textile waste will be used not only as a basic polymer for filaments, but also as fillers to give the filaments (and therefore the printed object) specific properties such as mechanical strength, fire resistance, thermal and electrical conductivity, aesthetic properties, etc.

This could be an interesting approach for all those companies that produce a not-so-important stream of waste/scrap, as 3D printing, like all additive manufacturing (AM) processes, is known to consume small amounts of material. It represents an action of innovation for those companies that want to identify and validate possible recycling and upcycling processes for their waste.

 

For more infomation:

Daniela Nebuloni

e-mail: daniela.nebuloni@centrocot.it

Author: Daniela Nebuloni

Multisectoral Research and Innovation Dept.

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Sta volgendo al termine il progetto europeo SAMANTHA - Skills in Additive MANufacturing for the Toolmaking and HAbitat Sectors, che, in sinergia ad altri progetti, ha permesso a Centrocot di indagare le potenzialità della stampa 3D sia in termini di tecnologia che di ambiti applicativi.

Durante l’evento moltiplicatore organizzato presso il nuovo Multi-Lab, Centrocot ha voluto coinvolgere i partecipanti fornendo stimoli e riflessioni su materiali, tecnologie ed ambiti grazie a testimonianze provenienti da diversi punti di vista: accademico, delle imprese con l’intervento di chi le affianca nella ricerca di nuove soluzioni di materiali, e di ricerca applicata.

Dal mondo della ricerca universitaria ci sono giunti diversi esempi in cui l’applicazione della stampa 3D ha portato e sta portando innovazioni e benefici. Sicuramente un’area interessante è quella della produzione  additiva di tessuti smart per la medicina. In particolare, negli ultimi anni stanno riscuotendo particolare successo le soluzioni tessili intelligenti diagnostiche, poiché sono in grado di fornire un monitoraggio continuo di fattori biofisici, biochimici e ambientali.

 

La produzione additiva dei tessuti è un settore entusiasmante che continuerà a crescere. Consente di realizzare nuovi design e funzionalità che non possono essere facilmente raggiunti convenzionalmente, inoltre come molte nuove tecnologie, lo sviluppo della stampa 3D dei tessili può stimolare una generazione completamente nuova di fibre, tessuti e loro applicazioni.

 

Anche dal punto di vista dei materiali utilizzati sono in atto sperimentazioni e opportunità di innovazione. Ad esempio, sempre il mondo accademico segnala come ambiti d’indagine la plastica riciclata e/o la plastica bio-based poiché la maggior parte della stampa additiva per il tessile utilizza ancora materie plastiche di origine fossile. E allora una delle ipotesi di studio e sviluppo che Centrocot vorrebbe portare avanti è l’uso di scarti tessili termoplastici come potenziale materia prima per produrre filamenti per la stampa 3D per la realizzazione di oggetti di alta qualità (upcycling).

Attraverso la raccolta, lo smistamento e l’elaborazione per estrusione degli scarti tessili si può creare un filamento continuo che poi potrà essere stampato in oggetti utilizzando stampanti 3D disponibili in commercio. Inoltre gli scarti tessili saranno utilizzati non solo come polimero di base per i filamenti, ma anche come riempitivi per conferire ai filamenti (e quindi all’oggetto stampato) proprietà specifiche quali resistenza meccanica, resistenza al fuoco, conducibilità termica ed elettrica, proprietà estetiche, etc.

Questo potrebbe essere un approccio interessante per tutte quelle aziende che producono un flusso non così importante di scarti, poiché la stampa 3D, come tutti i processi di additive manufacturing (AM), è nota per consumare piccole quantità di materiale. Rappresenta un’azione di innovazione per quelle aziende che vogliono identificare e convalidare possibili processi di riciclo e upcycling per i loro scarti.

 

Per informazioni:

Daniela Nebuloni, Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale

e-mail: daniela.nebuloni@centrocot.it

Autore: Daniela Nebuloni

Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale

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