Maschere facciali: al via il nuovo laboratorio a Centrocot

Tecnologia e controlli

Con la diffusione del Covid-19, diverse organizzazioni internazionali come l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e il CDC (Center for Disease Control) hanno suggerito l’uso delle maschere facciali per arginare la pandemia in corso. Questo ha portato ad un aumento della loro richiesta sull’intero mercato globale che, nel primo trimestre del 2020, ha superato un valore di 74,90 miliardi di dollari statunitensi.

Secondo il report della Grand View Research, riguardante lo studio del mercato delle maschere facciali dal 2020 al 2027, si prevede un incremento del tasso annuo di crescita composto del 53,0% raggiungendo un valore pari a 23,8 miliardi di dollari.

La legislazione europea e internazionale classifica le maschere facciali in differenti tipologie e ne definisce i requisiti minimi necessari:

  • Le maschere facciali di comunità in Italia sono normate dalla UNI/Pdr 90.1:2020. Non sono classificate né come Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) né come dispositivi medici. Questa normativa è stata introdotta durante la pandemia per garantire alla popolazione un’adeguata protezione delle vie respiratorie, a fronte del difficile reperimento delle maschere facciali dovuto alla grande richiesta. Comprendono anche tipologie specifiche pensate per gli sportivi e per i bambini (di età non inferiore ai 3 anni).

 

  • Le maschere facciali ad uso medico (chirurgiche) sono normate dalla UNI EN 14683:2019 + AC. Il loro scopo è la protezione del paziente e del personale sanitario dagli agenti infettivi e dagli spruzzi di liquidi potenzialmente contaminati. Con l’emergenza Covid-19, tramite il DL n°18 del 17/3, è stato permesso il loro uso anche alla popolazione.

 

  • Le semimaschere e quarti di maschera sono normate dalla UNI EN 140:2020. Hanno la funzione di fornire un’adeguata protezione delle vie respiratorie contro gas e polveri e solitamente sono dotate di valvole.

 

  • Le semimaschere filtranti antipolvere sono normate dalla UNI EN 149:2001 +A1. Sono progettate per proteggere le vie aeree contro polveri e aerosol sia solidi che liquidi. In base all’efficienza filtrante e alla perdita di tenuta totale e massima verso l’interno, vengono classificate in tre tipologie: FFP1, FFP2 e FFP3. Quelle che presentano una maggior capacità protettiva sono le FFP3, con un’efficacia di filtrazione pari al 99%, contro l’80% delle FFP1 e del 94% delle FFP2. Nel mondo queste maschere vengono classificate attraverso differenti legislazioni. Lo standard europeo delle semimaschere filtranti antipolvere è la FFP2, mentre per gli USA è la N95 e per la Cina la KN95.

Il ruolo essenziale che le maschere facciali ricoprono nella quotidianità di ciascuno di noi ha spinto Centrocot ad attrezzare i propri laboratori con strumentazioni di prova per la determinazione delle principali caratteristiche dei materiali da utilizzare per la costruzione delle maschere facciali. Verranno così eseguite le principali analisi previste dalla normativa UNI EN 14683:2019, al fine di verificare la conformità funzionale di ciascuna maschera in ambito medicale. Tra i requisiti richiesti ritroviamo l’Efficienza di Filtrazione Batterica (BFE), la determinazione della respirabilità (pressione differenziale), la pulizia microbica e la resistenza agli spruzzi. Il rispetto dei requisiti è indispensabile in quanto garantisce la corretta efficienza delle maschere facciali e quindi la protezione di chi le indossa.

Oltre allo sviluppo dei metodi relativi alle maschere facciali, è stato sviluppato anche il metodo per la determinazione del rilascio particellare (linting) richiesto per tutti i materiali tessili che entrano nelle sale operatorie come dispositivi medicali. Con questo nuovo metodo Centrocot oggi è in grado di eseguire al suo interno tutte le prove richieste dalla norma di prodotto UNI EN 13795 relativa alle tute, ai teli e ai camici chirurgici per le sale operatorie.

Per informazioni: Dott. Gianni Tanchis, Responsabile Laboratorio Microbiologia Tessile

gianni.tanchis@centrocot.it

Autori:

Jessica Barizza e Aiman Edres

Allievi del corso “Esperto per la ricerca e innovazione nel settore tessile” erogato da Centrocot  nell’ambito del Progetto formativo “FutureTEX: il tessile circolare, bio e digitale del futuro”

Gianni Tanchis

Responsabile Laboratorio Microbiologia Tessile

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