Progetto ETF: Analisi multivariata delle fibre liberiane

Tecnologia e controlli

Il progetto ETF (Eco-Textile for Fashion) studia ed utilizza un approccio innovativo basato sulla chemiometria e l’analisi multivariata delle fibre naturali per mettere a punto processi di trattamento a umido di minor impatto ambientale.

Il progetto ETF, di cui Centrocot è partner e per il quale assume il ruolo di coordinamento tecnico scientifico, si basa sullo studio e messa a punto di un processo innovativo di analisi e caratterizzazione delle fibre liberiane principalmente, ma anche del cotone. Parliamo di lino e canapa, fibre notoriamente “più sostenibili”, verso le quali si vanno sempre più orientando le scelte dei Brand e dei grandi retailer. Il contenuto di alcune componenti chiamate genericamente “impurezze” ma rappresentate da pectine, lignina, emicellulosa etc., possiede una grande variabilità e complessità ed è ormai noto che il tenore di queste sostanze, direttamente correlate con la qualità della materia prima, è influenzato da molti fattori difficilmente controllabili, quali zona di provenienza, piovosità, esposizione, varietà e genotipo, momento di raccolta e non ultimo lo stato di macerazione. Alla luce di ciò i trattamenti chimici di nobilitazione standard atti alla rimozione delle impurezze possono rivelarsi non totalmente efficaci o peggio invasivi e dannosi sia per le fibre che per l’ambiente. Il progetto ha lo scopo di classificare attraverso un approccio innovativo le fibre liberiane, lino in particolare, in ogni suo stato di lavorazione al fine della creazione di un modello previsionale in grado di orientare gli stati di lavorazione sia chimici che meccanici. Il metodo si basa sull’elaborazione statistica di un numero notevole di dati sperimentali, riferiti al contenuto chimico delle impurezze analizzato attraverso prove chimiche, correlati con un numero imponente di dati spettroscopici acquisiti nel vicino infrarosso (NIR). Il vero punto di forza risiede nella analisi multivariata dei dati i quali vengono elaborati attraverso uno speciale algoritmo SIMCA, quest’ultimo base degli approcci chemiometrici. Si punta all’ottenimento di un modello previsionale proiettato in 3D all’interno del quale si collocano dei cluster che racchiudono tutte le caratteristiche sia chimiche che fisiche del campione: provenienza e coltivazione, contenuto chimico, lavorazione meccanica, eventuale trattamento chimico al quale il campione è stato sottoposto. Un grande passo avanti se si pensa che alcune valutazioni riferite alle fibre liberiane sono ancora di natura organolettica.

Tale approccio consente di sviluppare e applicare trattamenti chimici mirati, ottimizzati e modulati in funzione del contenuto di impurezza della fibra di partenza (caratteristiche). Un altro aspetto non meno importante è rappresentato dalla possibilità di identificare la provenienza di alcune fibre tipo cotone (es. Grecia, Egitto) costituendo così un primo approccio sperimentale e non documentale alla tracciabilità. I risvolti di questo nuovo progetto sono piuttosto importanti non solo dal punto di vista della qualità prodotto finito ma anche in termini di sostenibilità; infatti un utilizzo ridotto e mirato dei prodotti chimici nei processi di purga e candeggio riduce sensibilmente gli sprechi e l’impatto ambientale delle lavorazioni ad umido.
Per maggiori informazioni sul Progetto ETF gli interessati possono contattare:


Autore: Alfio Sofia

Responsabile Ricerca e Sviluppo Laboratorio Ecologico – Centrocot SpA