REACT: al via i primi trattamenti in scala pre-industriale

Tecnologia e controlli

Dopo aver confermato la possibilità di rimuovere i finissaggi dai tessuti acrilici in scala di laboratorio il progetto passa al livello successivo.

Il progetto REACT, finanziato dal programma Europeo Horizon 2020, mira a riciclare meccanicamente i tessuti acrilici provenienti dalla produzione o dal fine vita di tende da sole e ombrelloni. La problematica principale affrontata dal progetto è la rimozione delle sostanze presenti sui tessuti, in particolare i finissaggi presenti per garantire le prestazioni richieste, in modo da ottenere un materiale riciclato con elevata purezza e che non presenti sostanze potenzialmente nocive.

Nella prima parte del progetto sono state studiate differenti combinazioni di processi con lo scopo di rimuovere questi chimici presenti sui tessuti. Le prove eseguite per la rimozione sono state effettuate in scala di laboratorio presso le Università di Gent e di Bergamo e hanno portato ad un processo multi-step con tasso di rimozione superiore al 90%, obiettivo principale del progetto. Il miglior metodo di rimozione ottenuto si è candidato al passaggio ad una scala di processo più ampia in un impianto pilota opportunamente scelto dal partner Soft Chemicals. La prima prova sul tessuto acrilico derivante dalla produzione di tende da sole e ombrelloni è stata eseguita utilizzando le condizioni individuate in laboratorio.

La prima differenziazione del processo pre-industriale rispetto a quello sviluppato in laboratorio sono le condizioni dell’acrilico inserito in macchina. Infatti, il processo di laboratorio è stato sviluppato sul tessuto mentre nel processo pre-industriale l’acrilico è stato precedentemente sfilacciato. Questa azione meccanica, permette nel processo industriale di aumentare l’efficienza dei prodotti di rimozione, poiché aumenta la superficie di contatto con l’acrilico. Se queste condizioni mostreranno un aumento della percentuale di rimozione dei finissaggi il progetto valuterà la possibilità di diminuire i chimici utilizzati per la rimozione, in modo da produrre acque di scarico con un potenziale inquinante minore. In caso contrario, dovranno essere modificati altri parametri, come temperatura e pressione di lavorazione, per aumentare l’efficienza del processo, l’obiettivo è raggiungere e superare il target del 90% di rimozione.

Le acque di scarico del processo sono state raccolte durante le fasi di lavorazione e saranno analizzate per verificare i parametri di inquinamento tipicamente utilizzati, quali COD, BOD, TSS, etc. Infatti, uno degli obiettivi del progetto è quello di diminuire l’impatto ambientale andando a recuperare, se possibile, i chimici utilizzati per la rimozione e i finissaggi rimossi. Questo recupero avverrà attraverso il trattamento delle acque reflue a più livelli mediante processi di filtrazione a membrana ed osmosi inversa. Il residuo sarà trattato con i comuni processi per la purificazione delle acque andando a diminuire l’impatto ambientale nel comparto idrico.

 

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

  • Roberto Vannucci

Responsabile Ricerca e Innovazione Multisettoriale

e-mail: roberto.vannucci@centrocot.it

  • Daniele Piga

Ricerca e Innovazione Multisettoriale

e-mail: daniele.piga@centrocot.it

Autore: Daniele Piga

Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale

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