Strategia europea per i tessili sostenibili e circolari

Tecnologia e controlli

È stata pubblicata la “Strategia europea per i tessili sostenibili e circolari”, che definisce l’approccio politico e le ambizioni della Commissione Europea per il settore tessile e abbigliamento, cruciale per l’economia dell’Unione europea.

Gli anni passati hanno visto numerosi studi, iniziative e ricerche che hanno evidenziato come l’industria tessile e abbigliamento – nonostante il notevole valore economico e sociale che essa rappresenta per la società, le imprese ed i cittadini – sia anche e purtroppo uno fra i settori industriali a più alto impatto ambientale[1].

Facendo seguito al progetto di rilancio europeo “Green Deal” e al Piano di Azione per l’Economia Circolare e per sostenere la ripresa dell’economia europea dalla pandemia, la Commissione Europea ha pubblicato la tanto attesa strategia dell’Unione Europea per i tessili sostenibili e circolari, strategia che è stata messa a punto mediante un ampio lavoro di preparazione e consultazione a vari livelli e in diversi momenti e che ha visto l’espressione di pareri e posizioni da parte di tutte le categorie di stakeholder.

È forse la prima volta viene adottato un approccio politico così ampio, ambizioso e potenzialmente dirompente per il settore tessile e dell’abbigliamento.

Le implicazioni delle linee politiche delineate nella Strategia avranno conseguenze rilevanti per tutti coloro che sono coinvolti nella filiera, dai produttori ai distributori fino agli stessi consumatori. La maggior parte delle misure si rivolge ai prodotti tessili per i consumatori, ad esempio il fast fashion oppure il passaporto digitale, ma avranno anche conseguenze per il mercato dei tessili tecnici e professionali, nonché i requisiti obbligatori per gli appalti pubblici verdi. Il processo di adeguamento che viene richiesto impegnerà tutti gli attori sia nel breve che nel medio periodo, andando ad agire fino al comportamento nel consumo; ciò è evidente fin dalla prima lettura dei titoli dei principali capitoli del documento:

  1. Introduzione di requisiti obbligatori per la progettazione ecocompatibile (Introducing mandatory Ecodesign requirements)
  2. Stop alla distruzione dei tessuti invenduti o restituiti (Stopping the destruction of unsold or returned textiles)
  3. Combattere l’inquinamento da microplastiche (Tackling microplastics pollution)
  4. Introduzione di requisiti informativi e di un passaporto digitale del prodotto (Introducing information requirements and a Digital Product Passport)
  5. Dichiarazioni verdi per tessuti veramente sostenibili (Green claims for truly sustainable textiles)
  6. Responsabilità estesa del produttore e promozione del riutilizzo e del riciclo dei rifiuti tessili (Extended producer responsibility and boosting reuse and recycling of textile waste)
  7. Avvio del percorso di transizione per l’ecosistema tessile del futuro (Launching the Transition Pathway for the textiles ecosystem of the future)
  8. Invertire la sovrapproduzione e il consumo eccessivo di abbigliamento: portare il fast fashion fuori moda (Reversing the overproduction and overconsumption of clothing: driving fast fashion out of fashion)
  9. Garantire una concorrenza leale e la conformità in un mercato interno ben funzionante (Ensuring fair competition and compliance in a well-functioning internal market)
  10. Sostenere la ricerca, l’innovazione e gli investimenti (Supporting research, innovation, and investments)
  11. Sviluppare le competenze necessarie per la transizione verde e digitale (Developing the skills needed for the green and digital transitions)
  12. Diligenza dovuta per l’equità ambientale e sociale (Due diligence for environmental and social fairness)
  13. Affrontare le sfide derivanti dall’esportazione di rifiuti tessili (Addressing the challenges from the export of textile waste).

Come commento finale merita sottolineare come questi indirizzi di politica economica siano coerenti con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il che permetterà a tutti di lavorare in modo sinergico sia a livello nazionale che europeo.

Alcuni di questi temi sono affrontati un po’ più approfonditamente in altri articoli di questa newsletter, mentre per maggiori informazioni e per consultare l’intero documento: EU strategy for sustainable and circular textiles (https://ec.europa.eu/environment/publications/textiles-strategy_en).

Per supporto tecnico a questi argomenti contattare:

 

 

[1] The production and consumption of textile products continue to grow and so does their impact on climate, on water and energy consumption and on the environment. Global textiles production almost doubled between 2000 and 2015, and the consumption of clothing and footwear is expected to increase by 63% by 2030, from 62 million tonnes now to 102 million tonnes in 2030. In the EU, the consumption of textiles, most of which are imported, now accounts on average for the fourth highest negative impact on the environment and on climate change and third highest for water and land use from a global life cycle perspective. About 5.8 million tonnes of textiles are discarded every year in the EU, approximately 11kg per person, and every second somewhere in the world a truckload of textiles is landfilled or incinerated.

[Testo tratto dal documento “EU Strategy for Sustainable and Circular Textiles” (Communication from the commission to the European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions, COM(2022) 141 final), dove sono anche indicate le fonti dei dati riportati e alle quali si rimanda per qualsiasi approfondimento.]

Autore: Roberto Vannucci

Responsabile Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale

È stata pubblicata la “Strategia europea per i tessili sostenibili e circolari”, che definisce l’approccio politico e le ambizioni della Commissione Europea per il settore tessile e abbigliamento, cruciale per l’economia dell’Unione europea.

Gli anni passati hanno visto numerosi studi, iniziative e ricerche che hanno evidenziato come l’industria tessile e abbigliamento – nonostante il notevole valore economico e sociale che essa rappresenta per la società, le imprese ed i cittadini – sia anche e purtroppo uno fra i settori industriali a più alto impatto ambientale[1].

Facendo seguito al progetto di rilancio europeo “Green Deal” e al Piano di Azione per l’Economia Circolare e per sostenere la ripresa dell’economia europea dalla pandemia, la Commissione Europea ha pubblicato la tanto attesa strategia dell’Unione Europea per i tessili sostenibili e circolari, strategia che è stata messa a punto mediante un ampio lavoro di preparazione e consultazione a vari livelli e in diversi momenti e che ha visto l’espressione di pareri e posizioni da parte di tutte le categorie di stakeholder.

È forse la prima volta viene adottato un approccio politico così ampio, ambizioso e potenzialmente dirompente per il settore tessile e dell’abbigliamento.

Le implicazioni delle linee politiche delineate nella Strategia avranno conseguenze rilevanti per tutti coloro che sono coinvolti nella filiera, dai produttori ai distributori fino agli stessi consumatori. La maggior parte delle misure si rivolge ai prodotti tessili per i consumatori, ad esempio il fast fashion oppure il passaporto digitale, ma avranno anche conseguenze per il mercato dei tessili tecnici e professionali, nonché i requisiti obbligatori per gli appalti pubblici verdi. Il processo di adeguamento che viene richiesto impegnerà tutti gli attori sia nel breve che nel medio periodo, andando ad agire fino al comportamento nel consumo; ciò è evidente fin dalla prima lettura dei titoli dei principali capitoli del documento:

  1. Introduzione di requisiti obbligatori per la progettazione ecocompatibile (Introducing mandatory Ecodesign requirements)
  2. Stop alla distruzione dei tessuti invenduti o restituiti (Stopping the destruction of unsold or returned textiles)
  3. Combattere l’inquinamento da microplastiche (Tackling microplastics pollution)
  4. Introduzione di requisiti informativi e di un passaporto digitale del prodotto (Introducing information requirements and a Digital Product Passport)
  5. Dichiarazioni verdi per tessuti veramente sostenibili (Green claims for truly sustainable textiles)
  6. Responsabilità estesa del produttore e promozione del riutilizzo e del riciclo dei rifiuti tessili (Extended producer responsibility and boosting reuse and recycling of textile waste)
  7. Avvio del percorso di transizione per l’ecosistema tessile del futuro (Launching the Transition Pathway for the textiles ecosystem of the future)
  8. Invertire la sovrapproduzione e il consumo eccessivo di abbigliamento: portare il fast fashion fuori moda (Reversing the overproduction and overconsumption of clothing: driving fast fashion out of fashion)
  9. Garantire una concorrenza leale e la conformità in un mercato interno ben funzionante (Ensuring fair competition and compliance in a well-functioning internal market)
  10. Sostenere la ricerca, l’innovazione e gli investimenti (Supporting research, innovation, and investments)
  11. Sviluppare le competenze necessarie per la transizione verde e digitale (Developing the skills needed for the green and digital transitions)
  12. Diligenza dovuta per l’equità ambientale e sociale (Due diligence for environmental and social fairness)
  13. Affrontare le sfide derivanti dall’esportazione di rifiuti tessili (Addressing the challenges from the export of textile waste).

Come commento finale merita sottolineare come questi indirizzi di politica economica siano coerenti con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il che permetterà a tutti di lavorare in modo sinergico sia a livello nazionale che europeo.

Alcuni di questi temi sono affrontati un po’ più approfonditamente in altri articoli di questa newsletter, mentre per maggiori informazioni e per consultare l’intero documento: EU strategy for sustainable and circular textiles (https://ec.europa.eu/environment/publications/textiles-strategy_en).

Per supporto tecnico a questi argomenti contattare:

 

 

[1] The production and consumption of textile products continue to grow and so does their impact on climate, on water and energy consumption and on the environment. Global textiles production almost doubled between 2000 and 2015, and the consumption of clothing and footwear is expected to increase by 63% by 2030, from 62 million tonnes now to 102 million tonnes in 2030. In the EU, the consumption of textiles, most of which are imported, now accounts on average for the fourth highest negative impact on the environment and on climate change and third highest for water and land use from a global life cycle perspective. About 5.8 million tonnes of textiles are discarded every year in the EU, approximately 11kg per person, and every second somewhere in the world a truckload of textiles is landfilled or incinerated.

[Testo tratto dal documento “EU Strategy for Sustainable and Circular Textiles” (Communication from the commission to the European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions, COM(2022) 141 final), dove sono anche indicate le fonti dei dati riportati e alle quali si rimanda per qualsiasi approfondimento.]

Autore: Roberto Vannucci

Responsabile Area Ricerca e Innovazione Multisettoriale

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